Quanto è lungo un mese?
Se è l’ultimo mese a svolgere un lavoro che non ti piace può diventare lunghissimo. L’ultimo mese di scuola può sembrare un’eterna e crudele agonia, solo per poi accelerare agli ultimi frenetici ed inutili giorni, che luccicano come il rifugio dei peccatori, incautamente speranzosi.
Un mese di dieta, un mese di costante esercizio fisico, un mese alle vacanze di Natale.
Tutte porzioni di tempo così orrendamente dilatate da sembrare deformi. Rigonfie.
Eppure a volte un mese può sembrare molto breve.
È così che trasformerò il tuo novembre, se vorrai.
È così che ti ruberò giorni e soprattutto notti, è così che ti tormenterò nella veglia e nel sonno, deragliando nel tuo tempo libero e nel tuo inconscio.
Scegli tu se questo novembre debba rimanere nella tua memoria per sempre come uno dei mesi più corti che tu abbia mai vissuto. Perché ti garantisco che quando avrò finito di spiegarti quale sia il punto sentirai già il fiato del calendario sul collo.
Hai mai sentito parlare del nanowrimo?
Se la risposta è no, dovresti. Questo è il link.
Se non hai voglia di leggere il tutto te lo spiego in sintesi: si tratta di un’impresa annuale in cui si cimentano migliaia di aspiranti scribacchini, perché offre quello che la vita di uno scrittore spesso nega: una scadenza ed un obiettivo preciso.
La scadenza è il 30 novembre, l’obiettivo un romanzo.
L’unico requisito che i testi sottoposti devono incontrare è la lunghezza pari o superiore a 50.000 parole.
E il dettaglio più sensazionale è che non si vince NIENTE. Barare non ha senso, imbrogliare è inutile e stupido qui più che ovunque altro.
Si sottopone il proprio lavoro ad un sito che non fa altro che contare le battute, se superi le 50.000 ottieni in certificato che ti identifica come sopravvissuto ad un nanowrimo.
E basta.
Trovo che il nanowrimo sia un’idea brillante, semplice ed efficace.
Ma so anche che le idee possono migliorare, diversificarsi, crescere, quando passano da una testa all’altra.
Da mesi Clara ed io, Clara si occupa del sito Reader’s Bench e dopo una deliziosa intervista è rimasta in contatto con me, ci chiedevamo come e quando sarebbe stato possibile organizzare qualcosa che vedesse di nuovo la nostra collaborazione.
E poi è arrivato novembre. E l’idea di un altro è passata nella nostra testa ed è cambiata.
Novembre è un mese cui in tanti chiedono molto.
È un mese di notti lunghe, che si vanno raffreddando come se prima o poi volessero fermarsi, congelate.
È un mese di accelerazione verso traguardi intravisti, è un mese di prime rese dei conti, il primo bisbigliato commiato di un anno che si allontana.
Novembre è la poesia di quello che è stato, sarà, potrebbe diventare, sarà per sempre negato e sarebbe potuto essere tutto in uno. E l’unico modo che gli esseri umani hanno di provare sulla propria pelle e nel proprio cuore un simile miscuglio temporale godendoselo davvero, assaporandolo ed esplorandone ogni più piccolo anfratto è semplicemente viaggiando.
Ma i viaggi fisici hanno un difetto. Interferiscono con la vita di un essere umano a livello pratico, economico, ma soprattutto temporale. Richiedono la più costosa delle valute, il tempo.
Non sarò la prima a dirti che che esiste una soluzione a questo problema, e quale sia.
Con ogni probabilità la conosci già, se stai leggendo questo post.
Protetto e costretto nella tua scatola cranica giace il più ampio degli universi.
Non ne hai esplorata neanche la metà, non ci sei neanche vicino.
A volte è necessario un lungo tragitto, per arrivare in un luogo dove sia finalmente possibile riposare.
Altre volte la destinazione é lontana solo pochi metri, e i passi da intraprendere molto più faticosi di una semplice sequenza di muscoli mossi.
E altre volte ancora é necessario andarsene lontano per sentire il desiderio di tornare.
La tua mente è certamente piena di potenziali viaggiatori. Personaggi ancora nascosti nella nebbia della tua immaginazione che non aspettano altro che una rotta.
Scegline uno, dagli uno zaino e buttalo fuori, sulla sua strada.
E poi raccontami come è andata.
A partire dalla mezzanotte del 1 novembre comincia a scrivere.
Fermati soltanto alla mezzanotte del 30.
Scrivi come se ti inseguissero i lupi, scrivi come se ne dipendesse la tua vita, scrivi come se non sapessi fare altro.
Devi superare le 20.000 parole e saper rimanere dentro le 30.000.
E non sarà facile, perché quello di cui dovrai scrivere è qualcosa di così effimero, così volatile, così meravigliosamente inafferrabile, che ti serviranno tutte le tue energie.
Devi parlare di un viaggio.
Non voglio il racconto di una vacanza, voglio un VIAGGIO.
Possono essere cinquemila chilometri, può comprendere appena un passo.
Può essere una lunga camminata che grondi riflessioni, può essere un singolo gradino, ma con gigantesche conseguenze.
Voglio vedere personaggi stremati, voglio vederli crescere, voglio vederli cambiare.
Voglio che percorrano una rotta che li porti ALTROVE rispetto al luogo, metaforico o meno, dove hanno cominciato.
Voglio che esplorino, scoprano, evolvano e crescano.
Voglio che sappiano alzarsi e camminare.
Qui (da domani) http://www.readers-bench.com/ ti si spiega cosa ci sia in cambio per te.
Io per quattro settimane di accompagnerò con video dedicati, in modo che nessun blocco possa fermarti, nessuna paura abbia modo di rallentare la tua penna
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