C’è un proverbio irlandese che dice “la speranza è come il latte. Se la conservi troppo a lungo va a male”.
Oggi è il 16 Marzo e dopo parecchi mesi di negazione ho di nuovo inviato Mokita in giro.
Sorti alterne, le sue. Appena finito fui contattata da una ragazza deliziosa che sperava di trasformare prismatic in qualcosa di concreto su Sky e pubblicare contestualmente qualsiasi pezzo di carta avessi da parte. Il fatto che fosse affiliata al Filo editore, nel frattempo reinventatosi come Gruppo Albatross, ha fatto sì che il progetto non decollasse mai e che Mokita cadesse in disgrazia, a prendere polvere in fondo ad un cassetto.
Il colpo di grazia le fu inferto quando dei due plichi inviati (uno alla Fazi, l’altro nemmeno lo ricordo) uno ricevette una gentilissima lettera di rifiuto che suonava come una pacca sulla spalla così accondiscendente che invece di consolarmi mi suscitò conati di vomito.
Tutti gli altri, capitanati da Jules, l’hanno calpestata e superata senza troppi scrupoli.
Due giorni fa una cara amica, la chiameremo M., le piacerebbe, è venuta a trovare me e la Ginger e forte dei suoi studi di fisica ha letto quello che esiste ad oggi di Jules; ha avuto per quelle pagine una recensione che mi ha allargato il cuore: “Non solo è bello. E’ giusto”, riferendosi specialmente ad alcune osservazioni sul mondo della scienza che non potevo fare altro che inventare e supporre.
Anche M. scrive, e scrive molto bene.
Per qualche ragione non siamo mai state in competizione, nonostante si condivida il campo. E’ un sodalizio da lontano, il nostro, come se in fondo combattessimo sotto la stessa bandiera, e probabilmente è così.
Quindi, chiacchiera qui e lì, mi ha parlato del sito http://www.writersdream.org/, che ha un forum preziosissimo: vengono raccolte esperienze sulle case editrici, perché si possano fare errori sempre nuovi e non ripetere quelli degli altri.
Da tempo avevo smesso di concupire l’idea di una pubblicazione in Italia. Non saprei su che base lamentarmi, a me non piace il mercato italiano ed io non piaccio a lui, se non altro l’antipatia è equilibrata e reciproca.
La pubblicazione in Inghilterra è stata così rapida da riempirmi, probabilmente a torto, di fiducia al punto da stendere Jules direttamente in inglese.
Eppure ho appena chiuso quattro buste con Mokita e tutte le mie speranze dentro.
Quella preparata per la Elliot l’ho abbracciata come se potesse infonderle coraggio e benedirla di buona fortuna.
Mentre ricopiavo i miei dati mille volte, scrivevo e riscrivevo il mio nome al punto da fargli perdere significato, pensavo a quanti scrivano ogni giorno alle case editrici. Ho già detto più volte come la penso, non tutti dovrebbero scrivere. Probabilmente sono la prima che non dovrebbe.
Passione e talento non vanno necessariamente per mano, anzi, si accecano l’un l’altro.
Chissà, tra tutte quelle lettere piene di storie già sentite, o rubate da facebook, o scritte male, quante gemme perdute.
Chissà quanti sogni supponenti danno la colpa ad altri e quanti si sono umilmente infranti.
Però pensa come sarebbe triste il mondo se nessuno si buttasse più.
Se gli editori non ricevessero più tonnellate di buste al giorno piene di fiducia.
Mia nonna, sanguigna tifosa dell’Inter in stagioni disperate, parlava sempre, mentre guardava le partite, come se in tivvù la sentissero. E uno dei ritornelli era “tu tira, tira in porta, vedrai che prima o poi entra”.
Magari ha ragione lei, il punto è tirare.
Vado in posta.
16/03/2012 at 17:45 Permalink
Mi sono iscritta solo per rispondere, anche se avrei potuto farlo da FB..Scrivi. Tu devi scrivere. ogni volta che ti leggo, sia pure un post in questo blog, sorrido. Incrocio tutto il possibile per te, sia per Mokita che per Jules, spero di (ri)leggerti presto.
16/03/2012 at 18:37 Permalink
Concordo con quanto espresso da Erin, i rifiuti non devono fermare la tua vena creativa. Tu scrivi, continua a farlo perché hai talento da vendere, sarebbe un vero peccato se smettessi… Mokita vedrà la luce prima o poi, ne sono certo, ti ho già detto in precedenza cosa penso al riguardo e non starò qui a sbrodolarmi in mille complimenti, ma ti rinnovo tutta la mia stima come persona e come autrice, e ti auguro una brillante carriera in questo campo (cosa che auguro un po’ a noi tutti, ci piace molto leggerti!)…
…e sì, credo anch’io che il punto sia quello giusto, tirare!
16/03/2012 at 18:59 Permalink
Darling, capisco fin troppo bene le tue difficoltà con le case editrici italiane (non ho esperienza con quelle straniere)… Quand’ero adolescente avrò mandato decine di sinossi, di previews di libri che avevo scritto, ma ovviamente le poche risposte che mi sono giunte erano tutte negative. Non che avessi scritto chissà quali capolavori, eh, ora li ripudio in toto, però avendo letto di tantissima gente i cui testi non vengono minimamente presi in considerazione mi sento di dire che probabilmente anche se avessi scritto qualcosa di veramente buono avrei avuto difficoltà a trovare un editore disposto a pubblicare il mio manoscritto. Per questo motivo avevo accantonato il mio sogno di diventare una scrittrice, però forse non avrei dovuto. Avrei dovuto, piuttosto, continuare a scrivere, a sbagliare e a migliorarmi di volta in volta… Avrei dovuto. Ora, dopo tanti anni passati a cercare la mia strada, mi rendo conto che sto tornando ad incrociare quel sogno, anche se in modo un po’ diverso; stavolta colgo l’ispirazione al volo, anche se per la maggior parte del tempo penso che non ce la farò mai, che sto solo perdendo tempo e che sarà una delusione, ma poi mi rispondo più o meno ciò che ti ha detto tua nonna: “Intanto proviamo. Se non provo, non posso sapere come andrà”. Io ti dico che ce la farai, darling, perché sei appassionata ma anche talentuosa, a maggior ragione se tenti con le case editrici straniere, quindi non scoraggiarti e continua a provare. Un giorno non molto lontano faranno a gara per pubblicare i tuoi libri. Bacissimi :***
21/03/2012 at 14:07 Permalink
Spero che Mokita trovi la sua strada. Certo nel mio cuore fortunato l’ha già trovata.